Modena, 21 febbraio 2025 – “Se sono vere le indiscrezioni di stampa sul Piano di rilancio di Seta ai soci pubblici, il sindacato esprime forte preoccupazione per l’assenza di risorse significative per il personale, sia viaggiante che di officine e uffici”. La presa di posizione è della Filt Cgil di Modena che rende noto come le parti sociali sono state convocate martedì prossimo per la presentazione del Piano.
La Filt Cgil ribadisce che “la mancanza di risorse fa sì che non ci sia un vero piano di rilancio e soprattutto che non ci sia attrattività verso il lavoro in Seta, sia nelle mansioni di autista che nelle altre”.
Ma le risorse per Seta chi deve metterle? “Ha ragione l’assessore Zanca del Comune di Modena a chiedere maggiori risorse alla Regione. Infatti – sottolinea Alfonso De Gregorio – i corrispettivi regionali trasferiti a Modena sono storicamente inferiori a quelli delle altre provincie emiliano-romagnole, e questo disequilibrio non permette né di risolvere il problema delle turnazioni disagiate per gli autisti, né di dare risposte economiche allo stesso personale, visto che mediamente un autista guadagna circa 1.400 euro stando impegnato anche fino a 13 ore e 30 minuti in una giornata”.
La Filt Cgil chiede agli enti locali modenesi e alla Regione “che si intervenga rapidamente a risolvere lo storico problema di sottofinanziamento del trasporto pubblico locale” anche in vista delle gare di assegnazione del servizio a partire dal 2027. “Siamo fortemente preoccupati che dietro questo sottofinanziamento del trasporto pubblico locale, possano esserci ripercussioni su Seta con l’idea di svendere Seta a grossi competitor europei”.
Anche Or.S.A Trasporti rileva come “il mancato appeal del contratto di secondo livello, a causa anche dei bassi finanziamenti che arrivano al Comune di Modena rispetto ad altre città dell’Emilia-Romagna, sta causando una grave difficoltà nell’assunzione di nuovo personale. La scarsità di risorse destinate al trasporto pubblico ha avuto ripercussioni tangibili sulla qualità del servizio, portando a inefficienze e a un carico eccessivo per i lavoratori, che si trovano a gestire una mole di lavoro superiore alla loro capacità operativa”. È fondamentale che “l’azienda investa in nuove assunzioni e garantisca condizioni di lavoro più dignitose per poter rispondere adeguatamente alle necessità di un trasporto pubblico efficiente e di qualità”. Inoltre, “è di fondamentale importanza considerare l’eventuale nascita dell’azienda unica regionale, che dovrebbe rappresentare un’opportunità per uniformare e migliorare il servizio del trasporto pubblico”. Tuttavia, prosegue il sindacato, “l’unificazione delle realtà aziendali non può prescindere dal miglioramento delle condizioni economiche e lavorative dei dipendenti, che da anni vedono una progressiva diminuzione del potere d’acquisto e un incremento dei carichi di lavoro. La creazione di un’unica azienda regionale non deve essere vista come un processo burocratico, ma come un’opportunità per rinnovare e valorizzare il settore, garantendo al contempo il benessere degli operatori”.
La richiesta alle istituzioni locali e regionali è “di intervenire con urgenza, garantendo finanziamenti adeguati e un serio piano di assunzioni che possa colmare la carenza di personale e rispondere alle sfide future del settore”.
***** l’articolo pubblicato è ritenuto affidabile e di qualità*****
Visita il sito e gli articoli pubblicati cliccando sul seguente link