l’arredo sostenibile punta su design e innovazione- Corriere.it


Mobili modulari e smontabili per favorire la riparazione o il riciclo: l’arredo sostenibile punta su design e innovazione
Crediti foto: Getty Images

Aumenta la spinta verso l’innovazione e l’attenzione a una gestione responsabile della supply chain con l’obiettivo di ridurre gli impatti ambientali e sociali. Così la filiera dell’arredo in Italia diventa sempre più sostenibile. Lo evidenzia il Report 2024 del Monitor del Furniture Pact promosso dal Sustainability Lab di SDA Bocconi School of Management, punto di riferimento per l’analisi dell’evoluzione della sostenibilità nella filiera dell’arredo e per supportare le imprese nell’adozione di modelli di gestione più responsabili. «Il Report», dice Francesco Perrini, associate Dean for Sustainability SDA Bocconi e direttore scientifico del Furniture Pact, «evidenzia un significativo progresso, ma è necessario consolidare questi avanzamenti e renderli strutturali».

Dal Report 2024 del Monitor del Furniture Pact emerge che le strategie delle aziende attive nella filiera dell’arredo sono più strutturate: crescono l’innovazione e l’attenzione alla gestione dell’acqua e dei rifiuti. Ma è necessario puntare di più sulle politiche di diversità e inclusione

Il Monitor analizza aziende leader e altri attori della filiera nella produzione di pannelli per l’industria del mobile, la realizzazione di carte decorative e funzionali, la fabbricazione di macchinari per la lavorazione del legno, la progettazione e produzione di mobili, complementi d’arredo e prodotti ceramici per l’arredo. Sono aziende quotate e non quotate, distribuite prevalentemente nel nord e centro Italia, con un fatturato di circa 335 milioni di euro nel 2023 e un numero medio di 1.280 addetti.

Adeguarsi alle normative e rimanere competitivi

Dalla ricerca emerge una maggiore strutturazione delle strategie aziendali. L’entrata in vigore di regolamenti come la Corporate Sustainability Reporting Directive (CSRD) e l’EU Deforestation Regulation (EUDR) sta accelerando la trasformazione del settore, rendendo sempre più necessario un approccio proattivo alla sostenibilità. Con il pacchetto «Omnibus», proposto a febbraio 2025 dalla Commissione Europea, è prevista una riduzione dell’ambito di applicazione di questi regolamenti e una generale semplificazione per ridurre il carico amministrativo sulle imprese. «Il Regolamento Omnibus», afferma Perrini , «potrebbe rappresentare un punto di svolta, se riuscirà a bilanciare semplificazione burocratica e mantenimento degli standard di sostenibilità, contribuendo così a un modello di sviluppo più efficiente e competitivo». È evidente che le aziende hanno intrapreso un percorso di reale cambiamento, non solo per adeguarsi alle normative, ma anche per rimanere competitivi.

L’innovazione a supporto della sostenibilità

Secondo la ricerca, in materia di innovazione la crescita delle aziende monitorate è passata dal 33 per cento nel 2023 al 37 per cento nel 2024. Dati che prendono in considerazione gli investimenti in ricerca e sviluppo e l’integrazione di criteri di sostenibilità e tecnologia nei processi di design. Un esempio è la progettazione di prodotti modulari e facilmente smontabili in modo da favorire il recupero efficiente dei materiali a fine vita e facilitare la riparazione e il riciclo.

È aumentata poi l’attenzione verso le sinergie con fornitori, partner commerciali e stakeholder per migliorare la sostenibilità e l’efficienza operativa (dal 13 per cento nel 2023 al 20 per cento nel 2024), evidenziando un’accelerazione nelle collaborazioni strategiche lungo la filiera. Un risultato possibile anche grazie all’adozione di AI, IoT e blockchain che ottimizzano l’efficienza operativa e aumentano la trasparenza lungo tutta la catena del valore. Sempre più centrale è il tema della tracciabilità dei materiali, con un incremento del material footprint dal 27 per cento al 33 per cento, possibile con l’introduzione di alcune tecnologie come la Radio Frequency Identification (RFID) e il Digital Twin.

Diversità e inclusione rimangono centrali

Guardando ai temi ambientali, l’analisi evidenzia un’attenzione particolare alla gestione dell’acqua e dei rifiuti mentre l’83 per cento delle aziende include nella propria strategia un target di decarbonizzazione. «Economia circolare, decarbonizzazione e doppia materialità», sottolinea Perrini, «emergono come elementi fondamentali per il settore, con aziende che adottano metriche più avanzate per ridurre le emissioni e migliorare l’impatto ambientale». Ma il percorso verso la sostenibilità non riguarda solo l’ambiente ma anche l’ambito sociale. Dalla ricerca emerge infatti l’impegno verso l’engagement con la comunità e l’adozione di policy a favore della diversità e inclusione, anche se permangono ancora delle difficoltà nell’integrazione di questi temi all’interno delle strategie aziendali.



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