Con un termine che si avvicina sempre di più, il 31 marzo si profila come una data cruciale per le imprese che devono sottoscrivere la polizza catastrofale. Molte di queste aziende, tuttavia, si trovano in una situazione di incertezza. Secondo quanto dichiarato da Moreno Bordoni, segretario della Cna Marche, il 95% delle imprese non riuscirà a rispettare il termine stabilito. Di fronte a questa situazione, Bordoni ha lanciato nuovamente l’appello per una proroga, dichiarando che un rinvio di almeno sei mesi sarebbe essenziale per permettere alle attività di adeguarsi alle nuove disposizioni.
Necessità di una proroga
L’appello di Bordoni deriva principalmente da una serie di fattori che complicano la situazione per le imprese. Molti imprenditori segnalano infatti l’assenza di chiarezza da parte delle compagnie assicurative su come procedere nella sottoscrizione di tali polizze. Questo scenario di incertezze può avere delle conseguenze gravi. Bordoni ha messo in evidenza i rischi associati: qualora si verificassero eventi disastrosi come l’ennesima esondazione del fiume Misa o una scossa sismica ad Arquata del Tronto, le imprese non sarebbero coperte, con il risultato che lo Stato non rimborserebbe i danni riportati. Tale situazione precluderebbe anche l’accesso a bandi pubblici e metterebbe a repentaglio i finanziamenti bancari, che per molte attività passano attraverso il Medio Credito.
I costi delle polizze catastrofali
Un altro aspetto critico della questione è rappresentato dai costi associati alla stipula delle polizze catastrofali. Secondo le stime, per una piccola impresa con un capannone di 500 metri quadrati e un team di 15 dipendenti, il prezzo della polizza può variare notevolmente, oscillando tra 1.500 e 12.000 euro in base alla fascia di rischio. Anche le polizze destinate a imprese di dimensioni più piccole non sono in genere a buon mercato, con tariffe che mediamente superano i 500 euro. Le percentuali di costo possono variare, stabilendosi tra l’1 e il 4 per mille della cifra assicurata.
I costi delle polizze sono inoltre influenzati dalla localizzazione dell’impresa e dalla compagnia assicurativa scelta. Ogni assicuratore, grazie all’utilizzo di tecnologie avanzate come l’intelligenza artificiale, elabora delle mappe di rischio specifiche per il territorio, sulla base delle quali fissano i prezzi delle polizze. Questa variabilità rende ancora più complesso il panorama per le aziende che sperano di trovare una soluzione economica accessibile.
L’appello al governo
Alla luce di queste difficoltà, Bordoni ha esortato il governo a prendere l’iniziativa per catalogare i livelli di rischio nelle diverse aree dove si trovano le imprese. Questo sarebbe un passo fondamentale per garantire una gestione più equa e razionale delle polizze catastrofali e delle relative tariffe. Non è solo una questione di interesse individuale per ciascuna azienda, ma un aspetto cruciale per la salvaguardia dell’intero tessuto economico marchigiano.
La richiesta di proroga rimane quindi al centro delle preoccupazioni espresse dalla Cna Marche. Le aziende attendono una risposta concreta e tempestiva dal governo, consapevoli che il tempo stringe e che le scadenze si avvicinano rapidamente.
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