Rassegna stampa del 2 aprile 2025 – Agenfood



(Agen Food) – Roma 2 apr. – Nel cuore delle tensioni globali, la politica economica degli Stati Uniti torna a far discutere. Il Sole 24 Ore ci racconta il nuovo piano del presidente Trump, che annuncia l’immediata entrata in vigore di dazi reciproci, con l’obiettivo dichiarato di spingere altri Paesi ad acquistare bond americani anche a lunghissimo termine, addirittura fino a cento anni. È l’inizio di quella che lo stesso Trump ha battezzato come una “Liberation Day”, un’operazione di diplomazia finanziaria che mira a legare la protezione militare americana a un sostegno economico concreto, attraverso l’acquisto forzato del debito USA. L’idea, teorizzata da Stephen Miran – oggi alla guida del Consiglio dei consulenti economici della Casa Bianca – è stata soprannominata “Mar-a-Lago Accord”, un chiaro richiamo ai grandi accordi del passato come il Plaza Accord dell’85. L’intento è duplice: rafforzare la posizione americana sui mercati e rispondere a una crescente ritrosia da parte di Cina e Giappone nell’acquisto di Treasury. I mercati reagiscono con incertezza, e secondo gli analisti sarà la risposta degli investitori a determinare la tenuta di questa ambiziosa, ma rischiosa, strategia.

Nel frattempo, dalle colonne de Il Foglio, arriva l’appello alla prudenza da parte del presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti. In un’intervista firmata da Gianluca De Rosa, Giansanti invita a non reagire con contromisure impulsive ai dazi americani e sottolinea l’importanza del dialogo. Per l’agroalimentare europeo, infatti, e per quello italiano in particolare, una guerra commerciale con gli Stati Uniti rappresenterebbe una minaccia concreta: il nostro export verso gli USA vale 38 miliardi di euro, a fronte di 14 miliardi di importazioni. Una sproporzione che rende i produttori italiani molto vulnerabili a eventuali dazi. Secondo Giansanti, il confronto dovrebbe avvenire a livello europeo, evitando risposte frammentarie che rischierebbero di indebolire l’intera filiera. L’obiettivo è costruire un’intesa che protegga i prodotti di qualità, come vino e formaggi, senza compromettere i margini delle imprese.

Restando in ambito agroalimentare, Italia Oggi ci porta in Georgia, dove – nonostante le tensioni geopolitiche legate alla guerra in Ucraina – sta fiorendo una nuova frontiera dell’olivicoltura. Alberto Grimelli racconta l’impegno del paese caucasico nello sviluppo di uliveti anche in territori dal clima rigido come l’Uzbekistan e il Kazakistan. L’artefice di questo rilancio è George Swanidze, già presidente del Consiglio oleicolo internazionale, che guida con determinazione la produzione di piantine resistenti fino a -18 gradi. Seppur lontana dalla produzione mediterranea, questa nuova olivicoltura può stimolare consumi interni e addirittura favorire l’import di olio europeo, in particolare di extravergine di alta qualità.

E proprio parlando di eccellenze italiane, sempre Italia Oggi riporta le parole del ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida in occasione della presentazione di “Only Wine”, manifestazione dedicata ai giovani produttori e alle piccole cantine, che si terrà a Città di Castello dal 26 al 28 aprile. Lollobrigida sottolinea il valore simbolico ed economico del vino italiano, con un export in crescita del 15%. Di fronte all’ipotesi di nuovi dazi americani, rassicura: “Gli Stati Uniti non vogliono rinunciare al nostro vino”, invitando a trovare un punto di incontro commerciale tra Europa e USA. Conclude ricordando l’impegno delle istituzioni, come Intesa Sanpaolo, che ha investito quasi sette miliardi di euro nel settore agroalimentare dal 2021 per favorire la competitività, la sostenibilità e l’internazionalizzazione delle imprese italiane.




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