Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez attacca i dazi Usa (“senza precedenti”) definendoli un ritorno al “protezionismo del XIX secolo” e proponendo un nuovo pacchetto da 14,1 miliardi di euro per sostenere l’economia in risposta alla decisione di Trump. Il premier ha inoltre affermato che l’Europa, in risposta, dovrebbe mettere in atto un pacchetto di risposte alle misure di Trump e istituire un fondo di aiuti finanziato con i proventi derivanti dai controdazi.
Internamente, cammina su due gambe il piano di Sanchez. E sarà incentrato su misure per proteggere le aziende e le economie interessate e misure per rilanciare queste aziende nei settori ove operano. In totale, il valore del piano è di 14,1 miliardi di euro, di cui 7,4 miliardi di nuovi finanziamenti e 6,7 miliardi di euro di strumenti finanziari già esistenti.
Nella prima parte, per proteggere le imprese e i posti di lavoro, il piano prevede due linee di garanzie e finanziamenti dell’Ico, la banca pubblica collegata al ministero dell’Economia, per un valore di 6 miliardi di euro, per facilitare il finanziamento delle aziende colpite dai dazi. A ciò si aggiungono 200 milioni di euro provenienti dal Fondo di sostegno agli investimenti industriali produttivi, destinati a prestiti per l’ammodernamento o l’installazione di nuovi impianti di produzione. Sanchez via ha incluso anche il piano Moves (nato per promuovere la mobilità sostenibile) per incentivare l’acquisto di auto elettriche, dotato di 400 milioni di euro, una mossa per dare un impulso al settore automobilistico. Prevista pure l’attivazione del meccanismo Red, – uno strumento per la flessibilità e la stabilizzazione del lavoro – per garantire il mantenimento dell’occupazione. Le rimanenti misure sono di natura politica, come l’attivazione di un tavolo di dialogo sociale con datori di lavoro e sindacati per comprendere le esigenze delle parti interessate, la convocazione di una Conferenza settoriale sul commercio per riunire le comunità autonome, un ciclo di consultazioni tra il ministro dell’Economia, Carlos Cuerpo, e i gruppi parlamentari e la sua presenza al Congresso.
Per quanto riguarda la seconda parte del piano, la rivitalizzazione dei settori colpiti, Sanchez ha annunciato che la Spagna creerà un fondo di aiuti per i comparti a rischio, che prevede di finanziare con la riscossione dei dazi dell’Ue. Verrà inoltre attivato un quadro speciale per gli aiuti di Stato, per garantire maggiore flessibilità alle misure di sostegno nazionali. In una nota del governo, viene spiegato che saranno “reindirizzati” 5 miliardi di euro dal Recovery and Resilience Plan, che gestisce i fondi europei concessi in risposta alla pandemia, in modo che “le industrie e le aziende colpite possano trasformare e riorientare le loro capacità produttive verso nuovi settori ad alta domanda”.
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