L’evasometro è uno strumento nelle mani della Guardia di Finanza finalizzato a monitorare e contrastare l’evasione fiscale. Il nuovo strumento sarà basato sull’analisi di vari indicatori specifici per identificare i soggetti con un alto rischio di evasione tra chi è ha consistenti debiti con il fisco nonostante sia in possesso di ingenti disponibilità finanziarie all’estero, oltre che delle partite Iva apri e chiudi e delle frodi sui crediti d’imposta.
Luigi Vinciguerra, capo del III reparto operazioni della Guardia di Finanza, durante la sua audizione alla commissione finanze del Senato, presieduta da Massimo Garavaglia ha chiarito la strategia da adottare per il contrasto all’evasione fiscale.
Cos’è l’evasometro?
L’evasometro ha l’obiettivo di individuare i soggetti maggiormente esposti con il fisco, in possesso di consistenti disponibilità finanziarie all’estero. L’incrocio di dati è possibile grazie allo scambio di informazioni per fini fiscali secondo il CRS – Common Reporting Standard. Le informazioni sono da incrociare con l’archivio dei rapporti finanziari. Sulla base di queste risultanze e l’incrocio di numerosi dati, viene attribuito un punteggio che delinea il rischio fiscale. Si tratta di liste selettive di contribuenti che vengono individuati per poi essere selezionati per un vero e proprio accertamento.
La Guardia di finanza richiede un flusso dati mensile, in modo da tenere sotto controllo i vari movimenti e monitorare le attività dei soggetti che rappresentano un elevato rischio di evasione.
Luigi Vinciguerra durante la sua audizione alla commissione finanza ha dichiarato controlli severi su coloro che presentano un potenziale rischio di evasione fiscale. Le attività di monitoraggio sono concentrate su coloro che sono in possesso di ingenti debiti fiscali e sono in possesso di consistenti disponibilità finanziarie all’estero.
L’obiettivo di questo strumento è fare in modo che non cresca ulteriormente il loro debito fiscale andando a colpire le disponibilità in possesso di questi contribuenti. Inoltre, l’attività potrebbe concentrarsi ad evitare che lo spostamento all’estero di disponibilità finanziarie possa rendere più difficile la possibilità di saldare i debiti in essere.
Attività della Guardia di Finanza
Per il contrasto agli evasori, la strategia più efficace della Guardia di Finanza risulta essere quella della cessazione d’ufficio della partita Iva, che ha contato più di 3.800 posizione nel 2024. I controlli che scattano per debiti erariali oltre i 50 mila euro, si concentrano sulla repressione del meccanismo delle società apri e chiudi e le frodi in materia di crediti d’imposta. Ha dichiarato Massimo Garavaglia:
“Vale la pena concentrarsi sui recidivi se si incrociano i dati per importi importanti e si fanno controlli mirati è oggettivamente di buon senso e aiuta a distinguere i soggetti che aderiscono alla rottamazione in buona fede da chi lo fa in maniera strumentale”
Sulla rottamazione quinques il suggerimento è quello di monitorare “l’adesione da parte dei contribuenti alla definizione agevolata” e collegarla ai procedimenti penali attualmente pendenti, “alla luce delle novità introdotte dalla riforma fiscale” con “riferimento ai reati di omesso versamento che ne subordina la punibilità all’assenza di procedure di rateazione delle somme dovute in corso di esecuzione o alla decadenza dal beneficio della rateazione”.
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