Nasce in Umbria una comunità energetica a scala regionale



CNA, Confcommercio e Confcooperative avviano il progetto a San Martino

È stato presentato ieri, nel corso di un incontro a San Martino in Campo, il progetto per la creazione della prima Comunità Energetica Rinnovabile (CER) di livello regionale in Umbria, promosso da CNA, Confcommercio e Confcooperative Umbria. L’iniziativa è stata illustrata davanti a una platea composta da numerosi rappresentanti del mondo produttivo locale, interessati alle opportunità offerte dal nuovo modello energetico.

Secondo quanto dichiarato dai promotori, la costituzione di una CER regionale risponde alla necessità di affrontare in maniera coordinata le sfide legate alla produzione e condivisione di energia da fonti rinnovabili. La dimensione regionale dell’iniziativa consentirà, infatti, una riduzione dei costi di gestione, ritenuti tra i principali ostacoli alla sostenibilità economica delle CER.

L’adesione alla comunità sarà aperta a imprese, cittadini, enti pubblici e religiosi, nonché a soggetti del terzo settore. Il progetto prevede la creazione di configurazioni locali collegate alle cabine primarie dell’infrastruttura elettrica regionale. Queste configurazioni saranno responsabili della gestione dei flussi energetici e dei rapporti tra produttori, prosumer e consumatori.

Il piano iniziale contempla la realizzazione di almeno 10 impianti da 1 megawatt ciascuno. Le potenzialità di espansione del progetto sono ampie: nel 2024 sono stati redatti 15 studi di fattibilità per la nascita di altrettante CER locali, finanziati dalla Camera di Commercio dell’Umbria. L’ente camerale, rappresentato dal presidente Giorgio Mencaroni e dal segretario Federico Sisti, ha annunciato l’intenzione di pubblicare un nuovo bando per sostenere economicamente la fase di avvio delle CER a livello territoriale.

La normativa nazionale aggiornata ha reso possibile l’avvio di queste configurazioni energetiche, puntando a una produzione di prossimità e a una maggiore autonomia per i consumatori. I fondi previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) metteranno a disposizione contributi a fondo perduto pari al 40% per impianti realizzati nei Comuni con meno di 5.000 abitanti. Inoltre, tutte le configurazioni potranno beneficiare di una tariffa incentivante ventennale legata alla quantità di energia condivisa all’interno della CER.

Il presidente di CNA Umbria, Michele Carloni, ha evidenziato come questa iniziativa possa offrire un’occasione concreta per le imprese della regione, chiamate a partecipare sia come produttrici sia come consumatrici di energia. Per Stefano Lupi, vicepresidente di Confcommercio Umbria, il successo della CER dipenderà dalla capacità dei partecipanti di operare in sinergia: il regolamento della comunità è stato redatto proprio per garantire una governance condivisa, lasciando autonomia decisionale a ciascuna configurazione locale.

Anche Carlo Di Somma, presidente di Confcooperative Umbria, ha sottolineato i potenziali benefici in termini di attrattività territoriale e di sviluppo di progetti sociali integrati con il welfare aziendale, specialmente nelle aree con una forte struttura organizzativa.

Le tre associazioni promotrici hanno ribadito che, nonostante gli incentivi disponibili, la complessità gestionale rimane un fattore critico. Da qui la decisione di puntare su una struttura regionale, capace di ottenere economie di scala e di ridurre i rischi legati alla frammentazione e alla dimensione ridotta delle iniziative.

Nel complesso, la CER regionale umbra si propone come un modello replicabile in altri territori, combinando accesso a risorse pubbliche, coinvolgimento diffuso e sostenibilità economica. Le prossime fasi prevedono l’identificazione delle aree adatte per gli impianti, la definizione dei partenariati locali e l’accesso ai finanziamenti previsti dai bandi regionali e nazionali.

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